Clouditalia apre le porte agli studenti


L’Isituto Tecnico Galileo Galilei visita la sede di Arezzo

Arezzo, 12 aprile 2017 - Cos’è un Datacenter? Dove nasce il cloud e come funzionano davvero i servizi sulla “nuvola”? Queste e molte altre sono state le domande degli oltre 27 studenti dell’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Arezzo che hanno avuto modo di toccare con mano il lavoro svolto da Clouditalia, provider di servizi integrati di telecomunicazione e cloud computing.

Un’esperienza formativa per i ragazzi dell’istituto che - all’ultimo anno del percorso di studi - cominciano ad affacciarsi al mondo del lavoro e alle possibili specilizzazioni di loro interesse.

La visita ha permesso agli studenti aretini di ascoltare alcuni professionisti di Clouditalia che hanno condiviso con loro una fotografia del mercato ICT e illustrato non solo le caratteristiche dell’azienda ma anche l’importanza delle professioni legate al mondo della digital transformation.
I ragazzi hanno avuto l’opportunità di visitare il Data Center di Clouditalia, toccando con mano l’infrastruttura di un Provider di servizi conosciuto a livello nazionale.

“Siamo sempre molto felici di passare una giornata in compagnia di futuri talenti motivo per il quale proponiamo questi appuntamenti di formazione sempre più spesso - afferma Marco Iannucci, AD di Clouditalia. Queste sono iniziative che da un lato permettono alle giovani leve di iniziare un vero percorso di orientamento nel mondo del lavoro, e dall’altro lato a Clouditalia di rendere concreti agli occhi delle persone alcuni concetti che altrimenti resterebbero astratti, come il cloud.”

“Ringraziamo Clouditalia per averci accolto in visita presso l’azienda e per l’opportunità offerta ai nostri studenti. L’attività è tra i progetti di alternaza scuola lavoro - spiega la Professoressa Katia Sassoli, cha ha accompagnato i ragazzi - in quanto riteniamo che la formazione dei giovani debba passare dal rapporto stretto tra scuola e aziende del territorio.”

Non solo teoria! Al termine della visita, infatti, i ragazzi tramite il “Serious Game”, hanno avuto modo di vedere come virtualizzazione e scalabilità siano presenti nella vita di tutti i giorni.

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